Lunedì, 1 Giugno 2009

 

E l’acqua scivola, poi placida, su di un’altra foglia si raccoglie;
brilla nell’aria calda, la terra nel vaso, è secca.
Poi ricade, si sparge, allaga, disseta; lenta scompare.
Nulla al caso.

E come ipnotizzato ne verso dell’altra, catalizza la mente,
ordina i flussi, veloci scorrono pensieri inquieti.
La terra è umida. Dal fondo del vaso, piccole perle cadono nel vuoto.
Scelte.

Alcune gocce rimbalzano sulla ruggine di un balcone più in basso,
altre si schiantano dirette tra la folla indifferente.
Più in là, artisti ammaliano drappelli di spensierati turisti.
Bilanci.

I garofani non profumano più, ormai è tempo di partire.
Il sole è forte, del rosso sgargiante non restano che pochi petali appassiti.
Stesso destino attende ai ricordi?

E saranno solo aneddoti in formaldeide.

G

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