La notte dei diavoli danzanti

Arrivano quelli cattivi cattivi

Quando me ne arrivò voce, non sapevo bene cosa aspettarmi, la curiosità però era tanta. Era una giornata abbastanza calda, decisi quindi di restare in t-shirt, decisione che ahimè, si rivelò non particolarmente felice. Il sole era prossimo al tramonto e una folla allegra e tumultuosa si accalcava nella piazza davanti al mercato di Santa Caterina, si estendeva fino alla cattedrale, lambiva la Via Laietana per tutta la sua lunghezza, fino al porto vecchio. Un brusio d’attesa sembrava permeare l’intera città. Dettaglio che non tardò a sfuggirmi, è che tutti, con veramente poche eccezzioni, indossavano vestiti troppo pesanti per il clima. Ovunque felpe, cappelli, cappucci, bandane, guanti, occhiali di protezione. In particolare i più giovani si erano dati da fare a coprire con estrema dovizia, ogni centimetro della propria pelle. Notai solo allora, l’imponente struttura in fondo alla piazza; con i suoi maestosi draghi, alto si erigeva il Portale dell’Inferno. Iniziai a presagire che stava per scatenarsi qualcosa di veramente grosso. Intanto anche gli ultimi raggi di sole si ritirarono dietro le montagne. L’orologio della piazza rintoccò le otto, l’attenzione fu di colpo tutta per il Portale. Mi feci largo tra la folla, arrivare in prima fila, fu più facile del previsto.

Da lontano iniziò a giungere un battito sommesso e regolare di decine, anzi di centinaia di percussioni che battevano all’unisono. Era il lento respiro di un esercito pronto a mettersi in marcia. Si udì uno screpitio di scintille, partì un innesco. Il Portale s’infiammò illuminando a giorno la città. Silenzio. Poi i dragoni mestamente placarono la loro furia di fuoco, le porte dell’Inferno s’aprirono.

El diablo vi brucerà

E mentre dubitavo delle recenti scelte, la mia pelle venne accarezzata da una folata di calore, poi il Portale iniziò a vomitare creature rimaste a lungo in attesa. Una fauna di demoni, draghi e macchine incendiarie, impossibile da descrivere, iniziò a riversarsi nella città. Ogni demone, ogni correfoc, possedeva un bastone fiammante dal quale scaturiva una pioggia di scintille, correvano ovunque all’impazzata. La folla non rimase a guardare ulteriormente, a gruppi si misero a ballare e saltare attorno ai correfocs seguendoli nella loro folle corsa a ritmo dei tamburi battenti. Per tutta la notte il Portale continuò a riversare impetuoso fiamme, tamburi e correfocs. Celebrati dalla popolazione, in un’adrenalinica danza di fuoco.

La nit dels correfocs!

Il ballo dei diavoli, los Ball de diable, è un’antichissima tradizione catalana, risale infatti al XII secolo. Conosciuti oggi come correfocs, tornarono a nuova vita con la fine della dittatura, come tante altre tradizioni di questa terra.

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