La nave spaziale – Parte I

PARTE PRIMA

Domenica pomeriggio, ricevo un invito per andare a vedere uno spettacolo di cabaret, gratuito, in un posto chiamato La Nave Espacial. Arrivato in Plaça de les Glories Catalanes, scopro che il cantiere dell’enorme Design Hub, sorge esattamente sulla via che avrei dovuto imboccare, tagliandone l’accesso. Pur passando spesso da Glories, non avevo mai fatto caso a tale dettaglio. Decido di aggirare l’ostacolo, costeggiando l’ancor più imponente Torre Agbar, imbocco la via parallela. Poi volto alla prima traversa, riuscendo così a tornare nell’iniziale via chiusa. E’ bastato così poco, e dalle palme e alti grattacieli, del “nuovo” Poble Nou da cartolina californiana; mi ritrovo circondato da tristi e diroccati capannoni industriali, del Poble Nou dei tempi che furono. Inizio ad intuire che la nave, del nome, celi in realtà un gioco di parole. Nave in spagnolo significa appunto, capannone. La conferma arriva pochi metri più avanti, un simpatico cartellone a forma di disco volante, ne indica l’ingresso.

La Nave Espacial

Una volta dentro, superata un’entrata fiocamente illuminata, mi si aprono dinanzi degli spazi talmente ampi da rimanere disorientati; inizio a muovermi incantato, in questa colorata cattedrale della cultura alternativa. Come in una foresta mai esplorata, ammiro la rigogliosa creatività che mi circonda. Distribuita su più piani, ovunque cresce una folta vegetazione di colori, murales, sculture ed installazioni; frutto dell’ingegno delle menti più disparate. Mi arrampico con lo sguardo nelle parti più alte, lì si intravedono le luci di alcune abitazioni celate da lunghi tendaggi bianchi. Cerco con lo sguardo tra la folla, le facce dei misteriosi abitanti.

Nave

Intanto drappelli di spettatori, restano ammaliati da variopinti ammaestratori di bolle di sapone giganti; nel frattempo una festosa banda, diffonde musica allegra nell’aria. Perso in questa fiera dello staordinario, contemplo la magia che si è compiuta nel ridare vita ad uno spazio, destinato altrimenti all’oblio.

Biglietti

Poco più in là, serpeggia la coda delle persone in attesa della propria birra, altri invece iniziano a degustare, gustosi piatti rigorosamente vegani. Dall’altro lato del bancone, ragazze scattanti si danno da fare nel servire tutti. Il cartello comunica anche la disponibilità di the e pasticcini, il tutto a prezzi più che popolari.

Trova la sigaretta

E mentre ispirato, prendo in considerazione l’idea di rifocillarmi anch’io, una voce annuncia l’inizio. Si aprono quindi le pesanti tende che fino ad allora avevano celato la presenza di un’altra sala. La folla sentitasi chiamata in causa, si accalca per entrare, comincia lo spettacolo.

G



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