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La nave spaziale – Parte II

PARTE SECONDA

Devo farci l’abitudine. Sarà che in Italia, il preponderante dominio televisivo, è riuscito a mutarne il significato; così ormai quasi tutti associano cabaret a recitazione comica. Sarà che in Spagna da tempo immemore ha sempre indicato spettacoli dallo spiccato erotismo. Sta di fatto, che rimasi nuovamente e piacevolmente stupito, quando ad attendermi non trovai nè attori comici dalla fortunata battuta, nè sgambettanti e piumate ballerine.

Presentazioni

Rapidamente, ognuno prese posto dove trovò più opportuno, ogni centimetro quadrato libero, venne occupato. Musicisti dalle maglie a righe, riempirono la sala di musica. Poi uno alla volta, in punta di piedi, gli artisti che a breve si sarebbero esibiti, fecero la loro comparsa sul palco. Ciascuno si presentò a suo modo, lasciando vagamente intuire, la specialità in cui si sarebbe cimentato. Provenienti da ogniddove, alla fine si svelarono, erano loro i fantastici abitanti della nave spaziale?

Sul filo

Ad aprire il cabaret, si presentò un omino in camicia e cravatta dal baffetto simpatico, presto si rivelò essere uno strepitoso funanbolo. Poi l’incantevole Javi alle prese con la sua amata tinozza, in un susseguirsi di gesti e contorsioni, stregò l’intero pubblico. Seguì Vivianne con le sue peripezie aeree, ci fece volare e trattenere il fiato. Sicuramente Lise e Julien, sarebbero rimasti per sempre nel cuore di tutti. Nel romanticissimo numero di mano a mano, costantemente sorretta dalla sovrannaturale forza di Julien, i due si esibirono in un’ipnotica danza, tra passi ed acrobazie al limite di ogni equilibrio immaginabile.

Volare

E ancora giocolieri, acrobati, clown, in un carosello incredibile di emozioni; un numero dopo l’altro, il mirabolante cabaret giunse purtroppo a termine. Racchiuso tra delle pareti di lamiera, distante dagli occhi della città, si era consumato un’incredibile spettacolo, di rara bellezza e coinvolgimento.

Acrobazie in Fa#

Un ultimo appello fu rivolto agli sguardi trasognanti del fortunato pubblico; gli attori della serata, con in mano cappelli, reti e anche con la magica tinozza, chiesero a tutti una libera offerta, in modo che il cabaret potesse continuare ad esistere e regalare nuovamente emozioni.

Pubblico

Lontani dagli omogenizzati della cultura di massa, il cabaret ha ritrovato, o forse non ha mai perso, il suo significato antico e più autentico. Combinando teatro e danza, acrobazie e musica, non continua semplicemente a creare intrattenimento; assomiglia più ad un pentolone in fermento, un continuo ribollire di nuovi linguaggi e sperimentazioni. Grazie Nave Espacial!

G

Altre sorprese dal Montjuic

Della Guatlla, ne sentii parlare la prima volta, giusto poco prima di Natale. Al dire il vero non ne conoscevo il nome e neppure l’esatta ubicazione. Sapevo però che esisteva e che tipo di attività promuoveva, una visita non poteva di certo mancare. Tra impegni e giorni piuttosto gelidi, ero riuscito a scovare solo di recente, la sua posizione all’interno del Montjuic. L’occasione infine, non si è fatta attendere. La casualità di una locandina, più la coincidenza con un fine settimana non particolarmente impegnato, ed eccomi finalmente nel Níu De La Guatlla. L’oscurità della sera quasi cela la stupenda facciata. Ahimè, per ammirare al meglio i suoi sgargianti colori, dovrò tornarci un altro giorno. A lato poi, c’è una piccola porta aperta, una luce fa capolino. E mentre un gruppetto si appresta ad entrare, faccio anch’io il mio timido ingresso.

Guatlla

Attraverso uno stretto corridoio, guidato dal brusio e dai suoni, poi giù per delle scale per il seminterrato. Un’altra esplosione di colori e forme, da rimanere piacevolmente sorpresi. Lo spazio appena scoperto, noto con piacere, è il più grande che abbia visto a Barcelona. Nella sala domina il palco del teatro, nel lato opposto invece iniziano a servire la cena, gratuita e vegana. Ovunque brulica di persone in paziente attesa dello spettacolo. La serata prevede un “Cabaret de Circo y Música” con artisti nazionali ed internazionali, cena a volonta e buona musica. La locandina riporta anche che il ricavato delle offerte libere, verrà devoluto ad un collettivo amico in difficoltà.

Inizia lo spettacolo

Inizia lo spettacolo. Un simpatico e pimpante presentatore, ci guida da un artista all’altro, per tutta la durata del cabaret. Acrobati, giocolieri e clown sono tutti incredibilmente bravi, da restare a bocca aperta tutto il tempo.

Mutaforma

Insomma questa è la Guatlla, come recita il suo manifesto, è molto più che una casa, è uno spazio libero. Un importante punto di incontro per artisti, acrobati e musicisti. La sua offerta culturale gratuita, è acqua fresca, in questa città che per disgrazia, non abbonda più di tali proposte.

Altre foto:

El Niu De La Guatlla

La strana fauna del Montjuic

Fauna del Montjuic 2

Se una mattina soleggiata decidete di percorrere i sentieri che iniziano da Parallel e che si diramano per tutto il Montjuic, oltre ad una piacevole e salutare passeggiata, ecco alcuni degli strani incontri che potreste avere.

La fauna del Montjuic 1

Samba do Mar

Stasera avevo intenzione di visitare la famigerata Guatlla, stasera compie un anno di vita. Fa freddo, troppo. M’incammino da Carrer del Blai, in direzione di Plaça de Espanya, da lì il piano è addentrarmi nel Montjuic, in una ricerca al buio. Inizia a piovere, perfetto. Più cammino, più il freddo penetra nelle ossa, più i miei passi si fanno via via più corti. Vibra il cellulare, con un messaggio la mia amica m’informa di un cambio di destinazione. Trascinata dal gruppo di capoeria andrà in un piccolo bar in Carrer Ample, il Chekere Jazz. Sono salvo dalla scalata, la Guattla sarà per un’altra volta.

Samba Do Mar

Bisogna percorre Carrer Ample fino quasi alla fine, in fondo si intravede l’imponente sede de los Correos. Poi un capannello di persone, trovato. Il bar è stracolmo di persone in attesa, individuo la mia amica. E’ ranicchiata a terra davanti l’unico spiazzo libero del locale, la raggiungo.  Tempo pochi secondi, ed i suoi amici della capoeria prendono posto: stasera balli brasiliani e samba!

Samba do mar

Mi guardo meglio in giro, la maggior parte del pubblico è composto da brasiliani, il bar deve essere il loro ritrovo abituale. Inizia la musica, piedi tenuti a freno fino a quel momento, non riescono a trattenersi ulteriormente.

Samba do mar 3

Chekere, un altro tassello della vita barcellonese.

G

Una noche

In quest’istante nella stanza affianco, una tribù di francesi, canta sulle note di una chitarra e di un mandolino: hanno bevuto e fumato, come porci. Il fumo e le voci avvolgono i corpi, le risa confondono i suoni; il suo viso però, di una bellezza esotica e al tempo stesso noto, mi cattura all’istante, è di Tahiti, è identica a un amore scaduto da tempo, una riflessione che scivola via veloce nell’atmosfera di festa, noto con cinica distaccata soddisfazione.
E come sempre la mente vola a questa vita così terribilmente lontana da ciò che mi hanno insegnato, da quello che si può apprendere da un aneddoto, da un libro, da un film. Mi trovo testimone di una generazione viva e pulsante, che nessun surrogato è mai riuscito a raccontare.

E come sempre mi scappa un sorriso.

G