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Piovono caramelle

Sweet rain

Se un qualunque 3 marzo, decidete di fare un giro per le vie di Gracia, assicuratevi di aver con voi almeno un ombrello. Quello a cui potreste assistere è un quantomai bizzarro e curioso fenomeno atmosferico. Unico nel suo genere e noto agli esperti ormai da decenni, consiste infatti in abbondanti precipitazioni sottoforma di piccoli corpuscoli solidi, gommosi o gelatinosi. Costituiti prevalentemente da zuccheri, protetti da coloratissimi involucri plastici, risultano commestibili e ne è ammesso, anzi incoraggiato, il consumo diretto.

Aqui si us plau!

Data la piacevole dolcezza dell’incredibile fenomeno, per assistervi accorrono in migliaia da ogni parte della città. Unico obiettivo apertamente dichiarato, è quello di conseguire la maggior quantità possibile di zuccheri. Difficilmente qualcuno se ne andrà a mani vuote, semmai spesso si è verificato il problema opposto. Conosciute comunemente come caramelle, ne piovono letteralmente quintali. Inoltre la principale accortezza per catturare un bottino di considerevoli dimensioni, sta nella presa dell’ombrello. E’ infatti importante che la concavità del medesimo, sia rivolta verso l’alto, a mo’ di coppa insomma.

El caramel té dolçor, llança'l dolçament!

Mentre lanciatori di caramelle a cavallo e a bordo di carrozze, una via dopo l’altra, avranno profuso dolcezza a volontà; giunte da ciascun quartiere, bande di ottoni e di percussioni inonderanno le strade di ritmo e musica. Ma tra la variopinta folla di ogni età, a spiccare per audacia ed entusiasmo, saranno sicuramente i più piccoli, arditi e pronti a tutto per aggiudicarsi il bottino più dolce.

Candy rain

All’origine di questa festa c’è una storia che risale al 1830 e narra di Josep, un fornaio di Gracia, che affetto da una grave malattia fece una promessa a Sant Medir. Promise infatti che se fosse guarito, il 3 marzo di ogni anno, sarebbe andato il pellegrinaggio al santuario del Santo. Incredibilmente Josep guarì e tanta fu la sua felicità, che uscito per le vie della città, iniziò a regalare dolci e caramelle a chiunque incontrò. Da allora, ogni 3 marzo, gli abitanti di Gracia in ricordo di Josep inondano la città di caramelle.

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Piovono caramelle

Batucada a la Guatlla

Il Cabaret della Guatlla ormai è un appuntamento imperdibile. E neppure questa settimana ha lesinato sorprese. Ad aprire la serata, gli Unidos de Montjuca, un affiatatissimo gruppo di batucada che ha invaso la sala, regalando a tutti i partecipanti un fantastico inizio a ritmo di percussioni.

http://www.myspace.com/unidosdemontjuca

La nave spaziale – Parte I

PARTE PRIMA

Domenica pomeriggio, ricevo un invito per andare a vedere uno spettacolo di cabaret, gratuito, in un posto chiamato La Nave Espacial. Arrivato in Plaça de les Glories Catalanes, scopro che il cantiere dell’enorme Design Hub, sorge esattamente sulla via che avrei dovuto imboccare, tagliandone l’accesso. Pur passando spesso da Glories, non avevo mai fatto caso a tale dettaglio. Decido di aggirare l’ostacolo, costeggiando l’ancor più imponente Torre Agbar, imbocco la via parallela. Poi volto alla prima traversa, riuscendo così a tornare nell’iniziale via chiusa. E’ bastato così poco, e dalle palme e alti grattacieli, del “nuovo” Poble Nou da cartolina californiana; mi ritrovo circondato da tristi e diroccati capannoni industriali, del Poble Nou dei tempi che furono. Inizio ad intuire che la nave, del nome, celi in realtà un gioco di parole. Nave in spagnolo significa appunto, capannone. La conferma arriva pochi metri più avanti, un simpatico cartellone a forma di disco volante, ne indica l’ingresso.

La Nave Espacial

Una volta dentro, superata un’entrata fiocamente illuminata, mi si aprono dinanzi degli spazi talmente ampi da rimanere disorientati; inizio a muovermi incantato, in questa colorata cattedrale della cultura alternativa. Come in una foresta mai esplorata, ammiro la rigogliosa creatività che mi circonda. Distribuita su più piani, ovunque cresce una folta vegetazione di colori, murales, sculture ed installazioni; frutto dell’ingegno delle menti più disparate. Mi arrampico con lo sguardo nelle parti più alte, lì si intravedono le luci di alcune abitazioni celate da lunghi tendaggi bianchi. Cerco con lo sguardo tra la folla, le facce dei misteriosi abitanti.

Nave

Intanto drappelli di spettatori, restano ammaliati da variopinti ammaestratori di bolle di sapone giganti; nel frattempo una festosa banda, diffonde musica allegra nell’aria. Perso in questa fiera dello staordinario, contemplo la magia che si è compiuta nel ridare vita ad uno spazio, destinato altrimenti all’oblio.

Biglietti

Poco più in là, serpeggia la coda delle persone in attesa della propria birra, altri invece iniziano a degustare, gustosi piatti rigorosamente vegani. Dall’altro lato del bancone, ragazze scattanti si danno da fare nel servire tutti. Il cartello comunica anche la disponibilità di the e pasticcini, il tutto a prezzi più che popolari.

Trova la sigaretta

E mentre ispirato, prendo in considerazione l’idea di rifocillarmi anch’io, una voce annuncia l’inizio. Si aprono quindi le pesanti tende che fino ad allora avevano celato la presenza di un’altra sala. La folla sentitasi chiamata in causa, si accalca per entrare, comincia lo spettacolo.

G



Galleria

La via dei super eroi

Ero a spasso per Gracia.  Nella passeggiata incappai in questa strada a dir poco singolare. Una via in cui nessun malvivente vorrebbe mai metterci piede..

La strana fauna del Montjuic

Fauna del Montjuic 2

Se una mattina soleggiata decidete di percorrere i sentieri che iniziano da Parallel e che si diramano per tutto il Montjuic, oltre ad una piacevole e salutare passeggiata, ecco alcuni degli strani incontri che potreste avere.

La fauna del Montjuic 1

La notte dei diavoli danzanti

Arrivano quelli cattivi cattivi

Quando me ne arrivò voce, non sapevo bene cosa aspettarmi, la curiosità però era tanta. Era una giornata abbastanza calda, decisi quindi di restare in t-shirt, decisione che ahimè, si rivelò non particolarmente felice. Il sole era prossimo al tramonto e una folla allegra e tumultuosa si accalcava nella piazza davanti al mercato di Santa Caterina, si estendeva fino alla cattedrale, lambiva la Via Laietana per tutta la sua lunghezza, fino al porto vecchio. Un brusio d’attesa sembrava permeare l’intera città. Dettaglio che non tardò a sfuggirmi, è che tutti, con veramente poche eccezzioni, indossavano vestiti troppo pesanti per il clima. Ovunque felpe, cappelli, cappucci, bandane, guanti, occhiali di protezione. In particolare i più giovani si erano dati da fare a coprire con estrema dovizia, ogni centimetro della propria pelle. Notai solo allora, l’imponente struttura in fondo alla piazza; con i suoi maestosi draghi, alto si erigeva il Portale dell’Inferno. Iniziai a presagire che stava per scatenarsi qualcosa di veramente grosso. Intanto anche gli ultimi raggi di sole si ritirarono dietro le montagne. L’orologio della piazza rintoccò le otto, l’attenzione fu di colpo tutta per il Portale. Mi feci largo tra la folla, arrivare in prima fila, fu più facile del previsto.

Da lontano iniziò a giungere un battito sommesso e regolare di decine, anzi di centinaia di percussioni che battevano all’unisono. Era il lento respiro di un esercito pronto a mettersi in marcia. Si udì uno screpitio di scintille, partì un innesco. Il Portale s’infiammò illuminando a giorno la città. Silenzio. Poi i dragoni mestamente placarono la loro furia di fuoco, le porte dell’Inferno s’aprirono.

El diablo vi brucerà

E mentre dubitavo delle recenti scelte, la mia pelle venne accarezzata da una folata di calore, poi il Portale iniziò a vomitare creature rimaste a lungo in attesa. Una fauna di demoni, draghi e macchine incendiarie, impossibile da descrivere, iniziò a riversarsi nella città. Ogni demone, ogni correfoc, possedeva un bastone fiammante dal quale scaturiva una pioggia di scintille, correvano ovunque all’impazzata. La folla non rimase a guardare ulteriormente, a gruppi si misero a ballare e saltare attorno ai correfocs seguendoli nella loro folle corsa a ritmo dei tamburi battenti. Per tutta la notte il Portale continuò a riversare impetuoso fiamme, tamburi e correfocs. Celebrati dalla popolazione, in un’adrenalinica danza di fuoco.

La nit dels correfocs!

Il ballo dei diavoli, los Ball de diable, è un’antichissima tradizione catalana, risale infatti al XII secolo. Conosciuti oggi come correfocs, tornarono a nuova vita con la fine della dittatura, come tante altre tradizioni di questa terra.